Nel pomeriggio è ripresa in Consiglio regionale la discussione sul disegno di deliberazione nr. 19 dedicato alla promozione dell'educazione alla democrazia e al rafforzamento della partecipazione civica locale (presentato dai consiglieri Köllensperger, Rieder, Ploner Alex e Ploner Franz). È stata inoltre depositata una nuova versione del testo, che impegna il Consiglio regionale a richiedere alla Giunta regionale ad elaborare, in accordo con le Province autonome, un progetto organico per il rilancio della democrazia locale, ispirato alle migliori pratiche internazionali, da sottoporre successivamente al vaglio del Consiglio regionale. Sviluppare e attuare, in collaborazione con istituzioni scolastiche e centri di ricerca competenti, un programma di educazione alla democrazia volto a formare cittadine e cittadini consapevoli, critici e partecipi, in linea con i moderni approcci pedagogici e nel rispetto della legge di parità di trattamento Avviare un percorso istituzionale - ad esempio attraverso l'istituzione di un tavolo di confronto aperto, interdisciplinare e pluralista - con l'obiettivo di contrastare la sfiducia nella politica e rafforzare la partecipazione democratica. L'assessore regionale Franz Thomas Locher ha osservato come sul tema non sia ottenuta una piena condivisione e che si debba dunque lavorare ancora in questa direzione. L'aula ha respinto con 31 no e 25 sì.
Il punto successivo era l'ordine del giorno n. 2 (richiesta): 'Stop ai motori endotermici dal 2035'(presentato dal consigliere Kaswalder). Il Consiglio regionale chiede al Parlamento italiano di rinviare oltre il 2035 la data prevista per la fine della produzione di motori endotermici e di rinegoziare gli obiettivi di riduzione delle emissioni di CO₂. La discussione era già iniziata nella seduta di febbraio 2025. A suo tempo Kaswalder aveva notato come l'UE prevedesse di fermare entro il 2035 produzione e vendita di auto con motore a combustione per raggiungere la neutralità climatica, ha ricordato Walter Kaswalder (Patt Fassa). Nonostante gli interventi politici, molti italiani continuano a preferire diesel, benzina e ibrido. Il mercato dell'elettrico non decolla. La transizione ai veicoli elettrici sta generando una crisi industriale in Europa, con chiusure di stabilimenti e perdita di posti di lavoro, in particolare presso grandi produttori come Audi e Volkswagen. La crisi potrebbe investire pesantemente anche il Trentino-Alto Adige, dove sono attive molte imprese della componentistica auto. Kaswalder ora ha notato però come la Ue nel frattempo abbia posticipato questa decisione e quindi il documento è stato ritirato.
Il Consiglio regionale ha poi preso in esame l'ordine del giorno Nr. 7: Riesame delle istanze dei discendenti degli emigrati dai territori dell'ex Impero austro-ungarico in relazione alle modifiche introdotte dal decreto-legge n. 36/2025 sulla cittadinanza (presentato dai consiglieri Köllensperger, Rieder, Ploner Alex e Ploner Franz). Parlamento e Governo sono sollecitati a: considerare con attenzione le istanze e i diritti dei discendenti degli emigrati partiti prima del 1920 dal Trentino (l'ex Tirolo italiano), dall'Alto Adige e dalla Venezia Giulia (l'ex Litorale austriaco), con particolare riguardo a coloro che hanno ottenuto la cittadinanza in base alla legge n. 379 del 14 dicembre 2000; modificare con urgenza il decreto-legge n. 36 del 28 marzo 2025 per ripristinare la piena trasmissibilità della cittadinanza ai discendenti delle comunità del Trentino, dell'Alto Adige e della Venezia Giulia, eliminare le tre discriminazioni sorte e garantire certezza del diritto e pieno riconoscimento della cittadinanza italiana a queste comunità.
Il decreto citato ha infatti limitato la possibilità di richiedere la cittadinanza: dalla terza generazione (nipoti dei nipoti) non sono più ammesse domande; la trasmissione della cittadinanza ai figli da parte di chi l'ha acquisita tramite la legge 379/2000 è drasticamente ridotta; i minorenni nati prima del 24 maggio 2025 e non ancora registrati nei consolati perdono la cittadinanza italiana; i loro figli, inoltre, non possono accedere ai percorsi alternativi di riacquisizione disponibili per altri fino al maggio 2026. Sven Knoll (Süd Tiroler Freiheit) ha espresso dubbi sul modo di affrontare il tema ma ha anticipato che appoggerà comunque il testo in discussione. Zeno Oberkofler (Verdi) ha detto che il tema della cittadinanza è un tema enorme ma che andrebbe posto ed esaminato con maggiore chiarezza. Ha richiamato, ad esempio, i figli degli emigrati italiani che studiano in Italia ma non possono ottenere la cittadinanza. Almeno per loro, lo Stato dovrebbe trovare presto una soluzione. La vicenda degli emigrati austro-ungarici originari del Trentino è poco nota in Italia, ma molto sentita in Trentino, ha spiegato Michele Malfer di Campobase. Gli emigrati trentini non hanno la stessa possibilità di naturalizzazione riconosciuta a quelli provenienti da altre regioni italiane. Francesca Gerosa di Fratelli d'Italia ha sostenuto l'impostazione generale, ma ha rilevato che il testo necessita ancora di alcune migliorie. Ha chiesto quindi ai proponenti di sospendere l'esame della proposta, anche perché sono in corso interlocuzioni con Roma. Proposta accettata.
L'ordine del giorno è proseguito con l'esame della mozione Nr. 17: Competenza della Regione in materia di giustizia e sistema penitenziario (presentata dai consiglieri Foppa, Rohrer, Oberkofler e Coppola). La Giunta regionale è impegnata a intraprendere tutte le iniziative necessarie nei confronti dello Stato, delle due Province autonome e, se necessario, delle Commissioni dei Sei e dei Dodici, per realizzare questo passaggio, permettendo alle istituzioni autonome di contribuire in modo diretto all'amministrazione della giustizia, all'esecuzione penale e alla rieducazione dei detenuti. Le carceri di Trento e Bolzano dipendono attualmente dal Provveditorato di Padova, competente anche per Veneto e Friuli-Venezia Giulia. La mozione propone la creazione di un provveditorato regionale per il Trentino-Alto Adige. La Regione potrebbe operare in modo autonomo nell'organizzazione carceraria, nelle infrastrutture (inclusi gli alloggi del personale), nel lavoro intra ed extra-murario, nelle misure di reinserimento, mediazione, nei rapporti con gli enti locali e con il sistema sanitario. Una struttura regionale ridurrebbe i tempi delle interlocuzioni e migliorerebbe il coordinamento con le politiche sociali, sanitarie e del lavoro del territorio. Sandro Repetto (Pd) ha detto che il proprio partito più volte ha portato avanti questo tema delle carceri, per ora senza vere risposte. Maria Elisabeth Rieder (Team K) ha detto che l'idea di un provveditorato regionale è assolutamente condivisibile, visto che serie una catena di controllo, vicina, a contatto con i problemi sarebbe davvero augurabile. Bernhard Zimmerhofer (Süd-Tiroler Freiheit) ha osservato che lo Stato incassa il 10 per cento delle entrate fiscali e quindi dovrebbe avere risorse a sufficienza. In nessun caso, ha aggiunto, questa spesa dovrebbe essere attribuita alla Provincia o alla Regione. Zeno Oberkofler (Verdi) ha ricordato che la Costituzione prevede dei diritti precisi per chi deve stare in carcere, in tema di rieducazione e sulla qualità dei trattamenti dentro le strutture di Trento e di Bolzano. Ulli Mair (Misto ) ha detto come il tema sia di grande attualità ma come vadano tenute in considerazione anche le condizioni di lavoro degli operatori, di chi faticando a trovare un alloggio vive dentro il carcere. Sono stanze davvero non dignitose, ha detto. Francesco Valduga (Campobase) ha detto che si tratta pur sempre di una mozione e che si potrebbe dunque calibrare anche nei confronti di chi in carcere ci lavora. Le visite in quelle strutture sono molto utili per rendersi conto delle condizioni loro e di chi vi deve scontare una pena. Andrea de Bertolini (Pd) ha detto che si tratta di un tema centrale, che occorre affrontare con grande chiarezza: l'uomo può recuperarsi. Se gli si trova un lavoro, ed è efficienza sociale, chi ha commesso un reato non ritorna poi in carcere.
Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) ha criticato l'assessora provinciale alla sicurezza dell'Alto Adige, sostenendo che non sapesse dove ricadano le competenze in questo ambito, e ha sottolineato che i detenuti della casa circondariale di Bolzano non sono bolzanini, ma quasi esclusivamente stranieri. Toccando anche il tema di una vasta remigrazione. E per questo, ha aggiunto, la Provincia dovrebbe anche pagare. Francesca Parolari (Pd) ha ribattuto che il tema della remigrazione dovrebbe essere toccato con grande attenzione - riferendosi al collega Knoll - visto l'apporto che molte persone, anche di seconda generazione svolgono ruoli e servizi essenziali. Nelle carceri l'umanità molto spesso non esiste. E così anche la rieducazione. Claudio Cia (Forza Italia) ha osservato come il tema vada affrontato senza ideologie, già esiste il garante dei detenuti ed il tema è del Ministero della giustizia. L'educazione spetta in primis alla famiglie, non alle istituzioni. Stefania Segnana (Lega) ha detto di non aver riscontrato mancanza di umanità nel carcere di Trento e che anzi sono state avviate in quella sede molteplici attività sia sociali che lavorative. Francesca Gerosa (Fratelli d'Italia) ha detto come si debbano trovare convergenze sul tema, facendolo però con un passo diverso. Va ribadito come il cuore della nostra autonomia sia la Commissione dei 12, una valutazione che quindi dovrà essere fatta con questa interlocuzione. A quel punto la seduta è stata dichiarata chiusa.
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Immagini seduta Consiglio Regionale 11.02.2026 - POMERIGGIO
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GT