Il Consiglio regionale del Trentino-Alto Adige, riunito oggi a Trento, ha reso omaggio in apertura alla memoria di Carla Grandi, ex consigliera regionale scomparsa il 27 febbraio 2026. L'aula, su invito del presidente Roberto Paccher, ha osservato un minuto di silenzio per ricordare la figura di una rappresentante che ha segnato una stagione significativa della vita politica locale. Eletta nella provincia di Trento tra le fila della Democrazia Cristiana, Carla Grandi ha fatto parte della quinta legislatura regionale. Il suo mandato ha avuto inizio il 14 dicembre 1964 per concludersi il 12 dicembre 1968. L'aula ha appreso che, con nota del 17 marzo 2026, la Consigliera Eleonora Angeli ha comunicato la propria uscita dal Gruppo consiliare 'Noi Trentino per Fugatti Presidente', a far data dal 13 marzo 2026, e la contestuale adesione al Gruppo consiliare 'PATT-Fassa', confermando quale Capogruppo il Consigliere Kaswalder.
I lavori sono proseguiti con Interpellanza Nr. 5 , presentata da Chiara Maule, Campobase, sulle Intenzioni del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e ruolo della Regione a seguito della sentenza della Corte di Giustizia europea che ha annullato il diritto di prelazione per l'affidamento della concessione dell'Autostrada del Brennero L'interpellanza affronta le conseguenze della recente sentenza della Corte di Giustizia dell'Unione Europea che ha stabilito l'incompatibilità con il diritto UE del diritto di prelazione previsto dalla legislazione italiana per l'assegnazione delle concessioni. La consigliera Maule ha chiesto quali siano le intenzioni del Ministero dopo tale pronunciamento e se la Regione sia stata ufficialmente coinvolta o informata dal Governo. Si interroga inoltre sul ruolo politico e istituzionale che la Regione intende assumere, anche in merito alla partecipazione in Autostrada del Brennero Spa, e se esistano alternative all'attuale procedura di gara per proteggere l'interesse pubblico. La risposta è toccata al presidente della Regione Arno Kompatscher: 'Purtroppo non potrò dare una risposta soddisfacente. C'è una sentenza europea sulla prelazione ed una lettera che chiede chiarimenti sulla procedura. Per ora la prelazione, stante il diritto, è ancora in vigore e ad oggi non sappiamo chi altri, oltre ad Autobrennero, intenda partecipare. Non cerchiamo dunque scuse, ma dobbiamo rispettare la concorrenza. Non spetta a noi decidere, né qui in Consiglio né in giunta. Non conosciamo se ci sia una risposta del Mit, e proprio perché siamo parte in causa, ovvero candidati. Assieme al presidente Fugatti stiamo valutando gli scenari ma intervenire potrebbe ipotizzare un nostro ruolo non consono in questa partita'. Maule ha notato che nonostante sia passato un mese la Regione non vengano date informazioni in aula, ma il tema della gara ci preoccupa molto e ha detto che il presidente Kompatscher di fatto non porta delle risposte sul tema.
I lavori sono proseguiti riprendendo un argomento affrontato nella seduta del mese scorso, ovvero la mozione Nr. 17: Competenza della Regione in materia di giustizia e ordinamento penitenziario La Giunta regionale viene sollecitata a intraprendere ogni iniziativa necessaria presso lo Stato, le due Province autonome e le Commissioni dei Sei e dei Dodici per attuare il passaggio di competenze in materia di amministrazione della giustizia e sistema carcerario. Attualmente gli istituti di Trento e Bolzano dipendono dal provveditorato di Padova, competente anche per Veneto e Friuli-Venezia Giulia. La mozione punta a istituire un'autorità regionale autonoma per gestire l'organizzazione penitenziaria, l'edilizia, il lavoro dei detenuti e i percorsi di risocializzazione, garantendo un migliore coordinamento con le politiche sociali e sanitarie locali. La giunta regionale, per bocca del presidente Kompatscher, ha notato che una mozione su questo tema è già stata approvata a larga maggioranza. La competenza per il personale amministrativo è nostra da circa 10 anni, ora il meccanismo ora funziona anche se c'è ancora molto da fare. Con lo Stato non ci sono ancora i contratti definitivi per la copertura delle spese, per noi mancano ancora 100 milioni di euro. Approvare ora la mozione, in piena trattativa con Roma, non sarebbe utile. Chiedo dunque che la trattazione venga sospesa'. La proponente Brigitte Foppa, Verdi, ha accettato la proposta ed il tema tornerà in aula a settembre.
L'aula ha proseguito i lavori con la mozione di indirizzo Nr. 7: Riesame delle istanze dei discendenti degli emigrati dai territori dell'ex Impero austro-ungarico in relazione alle modifiche sulla cittadinanza introdotte dal decreto-legge n. 36/2025.Si chiede a Parlamento e Governo di tutelare i diritti dei discendenti degli emigrati partiti prima del 1920 dal Trentino, dal Sud Tirolo e dalla Venezia Giulia. La mozione, presentata dai consiglieri del Team K, sollecita la modifica del decreto n. 36 del 28 marzo 2025 per ripristinare la piena trasmissibilità della cittadinanza. Le nuove norme limitano le domande a partire dalla terza generazione e restringono la trasmissione della cittadinanza ai figli di chi l'ha ottenuta tramite la legge 379/2000. I minori nati prima del 24 maggio 2025 e non ancora registrati rischiano di perdere la cittadinanza senza possibilità di ricorso a procedure alternative. Per la giunta l'assessore Franz Thomas Locher ha dato parere positivo alla proposta. In fase di replica Paul Koellensperger (Team K) ha espresso soddisfazione per il riconoscimento ed ha detto che la palla ora, con questo segnale politico, passa a Roma. Stefania Segnana (Lega) ha detto che si tratta di un intervento positivo e condivisibile, con Andrea de Bertolini e Francesca Parolari (Pd) che hanno annunciato a sua volta il voto positivo del proprio gruppo. Sven Knoll (Süd Tiroler Freiheit) ha detto invece che serve una maggiore chiarezza giuridica su questo punto. Zeno Oberkofler (Verdi) ha detto di volersi astenere su questo, 'visto che in Italia ci sono milioni di persone che attendono la cittadinanza e che questo aspetto vada governato con lo ius culturae, non con quello di sangue'. Michele Malfer (Campobase) ha annunciato il voto favorevole del proprio gruppo, parlando di giustizia storica. Walter Kaswalder (Patt Fassa) ha ricordato la propria recente visita in Brasile alle comunità con origini nei nostri territori ed ha ribadito il proprio sostegno al tema in discussione. Antonella Brunet (Noi Trentino) ha annunciato a sua volta il voto favorevole del proprio gruppo. L'assessore Locher ha detto che si faranno delle valutazioni, delle verifiche giuridiche ma l'ultima parola spetta alla Corte Costituzionale, con il parere positivo della giunta regionale. L'aula ha approvato con solo tre astenuti e 49 sì.
Il punto successivo è stato la mozione di indirizzo Nr. 4 : Digitalizzazione e accesso dei consiglieri agli atti e ai dossier relativi agli schemi delle norme di attuazione elaborati dalla Commissione paritetica dei Dodici dal 1973 a oggi Per consentire l'accesso ai documenti si propone un accordo con il Governo italiano finalizzato alla creazione di un archivio digitale consultabile per scopi istituzionali e di ricerca. Tali norme sono fondamentali per definire le competenze delle Province e della Regione ed evitare conflitti davanti alla Corte Costituzionale. Dal 1973 sono stati elaborati circa 190 schemi di norme, ma non esiste ancora una raccolta sistematica della documentazione storica accessibile ai consiglieri per l'esercizio delle loro funzioni di controllo e legislative. Testo proposto dal gruppo del Team K. Oberkofler (Verdi) ha detto che il testo va sostenuto, perché si parla di organi importanti per la nostra autonomia, con de Bertolini (Pd) che ha aggiunto come le Commissioni dei 6 e dei 16 siano strutture assolutamente centrali per la nostra Autonomia. Il consigliere Malfer (Campobase) ha aggiunto che si parla della trasparenza dell'amministrazione, tema tecnico con grandi ricadute sulla nostra Autonomia. L'assessore Locher ha detto che l'archivio condiviso va bene, ma è davvero necessario farlo, con un accesso dal 1973 in poi? Credo che ci siano già le possibilità di consultazione e che non servano altre strutture, creando altre complicazioni. Con il parere negativo della giunta, il testo non è stato approvato con 28 no e 26 sì.
A quel punto in aula si è tornati a parlare di Autobrennero, con la mozione Nr. 20: Rafforzamento del controllo pubblico su Autostrada del Brennero Spa e tutela dei principi di trasparenza, legalità e sostenibilità democratica nella gestione delle società partecipate. Si chiede alla Giunta di agire - ha osservato il Team K con Koellensperger - affinché Autobrennero Spa rimanga classificata come amministrazione pubblica, soggetta alle relative norme di trasparenza e contabilità. La mozione esige direttive vincolanti per i rappresentanti regionali nel CdA per prevenire pratiche gestionali opache. Viene inoltre richiesto un rapporto dettagliato sugli strumenti di controllo attuali relativi a investimenti e obiettivi etico-sociali, oltre a una riforma dello statuto insieme agli altri soci pubblici per rafforzare la natura democratica della governance. Andrea de Bertolini (Pd) ha detto di avere aspettative per un risultato positivo, pur in uno scenario a tinte fosche. Mi sarei aspettato un aggiornamento dello stato dell'arte rispetto a Bruxelles. Ci preoccupa che il ministero non stia prendendo posizione. Francesco Valduga (Campobase) ha detto di conoscere bene il tema della riservatezza, ma di non capire perché la politica ora non dica quale siano le strade da interpretare. Passano i mesi ma si continua a dire di voler rinviare la discussione su A22. Io chiedo a questo punto al presidente Kompatscher quale sia il destino del fondo ferrovia, verrà reso esterno rispetto al patrimonio distribuibile? Si deve relazionare sul tema ma questo va fatto in Consiglio, dove tutta la comunità è rappresentata'. Il presidente della giunta Kompatscher ha detto che la mozione parla della natura giuridica della società A22, le implicazioni riguardano se la società sia tutta pubblica o meno. Ribadisco come questo non sia il momento per intervenire, ma noi non vogliamo fare una società in-house statale ma che sia della Regione e delle due Province. In passato questa è stata la difficoltà con Roma, tutti a suggerire che si poteva fare una cosa piuttosto che un'altra. Non ci è mancato il coraggio, però il fondo ferrovia non avrebbe risolto il problema dei soci. Nel frattempo è cambiato il governo ed è stata Roma a prospettarci la prelazione. Formalmente, lo ripeto, la prelazione è ancora in piedi. Il ministero ci ha assicurato che quanto contenuto nel nostro Ppi sarà garantito' ha detto Kompatscher. A quel punto la seduta è stata chiusa e si riprenderà alle 14.30.
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Immagini Consiglio Regionale 18.03.2026 - mattina
(GT)