VIA LIBERA ALL'INTITOLAZIONE DI UNA SALA A CLARA MARCHETTO
Comunicato stampa 12:56

Iniziata discussione molto ampia su revoca della cittadinanza a Mussolini nei comuni


Il Consiglio regionale è riunito oggi a Trento in seduta plenaria.  I lavori dell'aula sono ripresi  ripartendo con la mozione Nr. 24, ovvero  l'intitolazione della sala di rappresentanza della Regione a Clara Marchetto, discussa nella seduta precedente, con prima firmataria Maria Bosin (Patt). Filippo Degasperi (Onda ) in dichiarazione di voto ha sottolineato il piano politico del tema, notando come il tema sia andato al di là delle intenzioni iniziali dei proponenti. Francesco Valduga, Campobase, ha detto di voler sapere dalla prima firmataria come si sia accordati sul destino della mozione, almeno per quanto riguarda la maggioranza. Il consigliere Bosin ha detto che la mozione ha raccolto tantissime firme e che la posizione della targa a Marchetto sarà decisa in un secondo tempo dai capigruppo. Marco Galateo (Fdi) ha chiesto delucidazioni sul tema di eventuali emendamenti al testo. Francesco Valduga in dichiarazione di voto ha detto di voler votare convintamente la mozione ma notando nel contempo come ci siano altre figure meritevoli di intitolazioni. La proponente ha quindi ringraziato in primo luogo il presidente Roberto Paccher e tutti i consiglieri per come è stato trattato e l'interesse che ha suscitato il tema,  partito da una istanza popolare nel 2024: 'Quello di Clara Marchetto - ha osservato Bosin - era un mandato pieno, ora dopo 78 anni gli restituiamo un posto che meritava'. A quel punto la mozione è stata votata con 55 voti favorevoli e 4 voti contrari.

Il tema successivo è stato  a Mozione Nr. 9 : Attuazione rapida della Direttiva Eurovignette (1999/62/CE e successive modifiche) e introduzione di sistemi di pedaggio sostenibili per le autostrade, finalizzati alla copertura integrale dei costi esterni (presentata dai Consiglieri regionali Köllensperger, Rieder, Alex Ploner e Franz Ploner). La mozione chiede: 1. L'immediata adozione del decreto per la piena attuazione della Direttiva Eurovignette al fine di evitare sanzioni da parte dell'UE. 2. L'introduzione di sistemi di pedaggio che massimizzino l'allocazione dei costi esterni, compreso il rumore (ove scientificamente giustificato). 3. La misurazione e la divulgazione trasparenti di tutte le emissioni (atmosferiche e acustiche) da parte dei gestori autostradali, differenziate per categoria di veicolo (EURO) e tempo di utilizzo. 4. L'esame delle opzioni legali per l'applicazione dei nuovi sistemi di pedaggio sostenibili alle concessioni autostradali esistenti. L'obiettivo della Direttiva Eurovignette è armonizzare i sistemi di pedaggio e tariffazione nell'UE per i veicoli pesanti e ripartire i costi delle infrastrutture secondo il principio 'chi inquina paga', al fine di evitare distorsioni della concorrenza tra le imprese di trasporto. Il pedaggio deve essere calcolato in base a: distanza percorsa, categoria del veicolo, classe di emissione EURO e, ove applicabile, ora del giorno, giorno della settimana o stagione (per ridurre la congestione). Oltre ai pedaggi infrastrutturali, la normativa UE consente anche l'applicazione di tariffe per coprire i costi esterni, in particolare l'inquinamento atmosferico e acustico. Sebbene l'Italia avesse predisposto una bozza di decreto per l'attuazione della direttiva (pubblicata il 7 settembre 2025), questa non è stata adottata, nonostante la scadenza per l'attuazione a livello UE fosse il 25 marzo 2024. La bozza esclude esplicitamente i pedaggi per il rumore e la congestione, dimezza il pedaggio per l'inquinamento atmosferico rispetto ai valori di riferimento UE e limita il nuovo sistema tariffario alle nuove concessioni autostradali rilasciate a partire dal 18 dicembre 2024. Sul tema Madeleine Rohrer (Verdi) ha sottolineato le peculiarità della regione, che portano a una concentrazione di inquinanti in alcune valli. Ha sostenuto che ciò rende ancora più importante prestare attenzione ai costi di trasporto, al fine di rendere più attraente il passaggio al trasporto ferroviario.

 

Bernhard Zimmerhofer (Süd Tiroler Freiheit) ha osservato che per attuare questa direttiva sono necessari molti dati. Si è detto sorpreso che molte delle indagini necessarie non siano ancora state effettuate. Il suo partito sosterrà la mozione.

Il presidente della giunta regionale Arno Kompatscher ha detto che la trattazione dei temi delle Autonomie va fatta secondo un quadro speciale, non uguale agli altri ma che il tema delle eurovignette è condivisibile ed è auspicabile un pedaggio ambientale. Alessio Manica (Pd) ha detto che la direttiva europea in tema ambientale sia auspicabile e di accogliere in modo positivo la disponibilità della giunta. Nella replica Koellensperger ha detto di accettare di emendare il testo che non è stato accettato nella premesse, mentre il dispositivo emendato è stato approvato all'unanimità.

La Risoluzione n. 25: chiusura della linea ferroviaria Monaco-Rosenheim e suo impatto sull'autostrada del Brennero (presentata dai consiglieri regionali Rohrer, Foppa, Oberkofler e Coppola) è stata ritirata dalla proponente. A quel punto l'aula ha preso in esame

l'interrogazione  Nr. 201 con risposta orale: Solidarietà internazionale nella regione: pianificazione finanziaria, efficacia delle misure e prospettive per il 2026 (presentata dalla consigliera regionale Mariachiara Franzoia). L'interrogazione richiedeva informazioni sui seguenti punti: 1. Volume finanziario delle iniziative umanitarie negli ultimi cinque anni, suddiviso per anno. 2. Organizzazioni beneficiarie dei contributi, paesi target e tipologie di progetti (sanità, istruzione, servizi sociali, aiuti di emergenza). 3. Revoca o cessazione di contributi o accordi precedentemente concessi (comprese le motivazioni). 4. Contributi in natura negli ultimi cinque anni (ad es. attrezzature mediche, medicinali, alimenti) e programmi per l'alloggio temporaneo e la formazione di persone provenienti da aree di crisi nella regione. 5. Pianificazione finanziaria per il 2026: mantenimento, aumento o riduzione dei finanziamenti e tempistica dei prossimi bandi di gara. 6. Convocazione del comitato consultivo responsabile delle funzioni di garanzia e monitoraggio e della definizione dei criteri di finanziamento. La solidarietà internazionale e la cooperazione allo sviluppo sono elementi centrali dell'identità della Regione Autonoma del Trentino-Alto Adige, non solo come atto di beneficenza, ma come strumento attivo della politica estera regionale (reti, relazioni internazionali, stabilità). La regione si è affermata a livello nazionale e internazionale come modello in questo ambito nel corso dei decenni. Appare paradossale che le forze politiche oggi chiedano 'aiuti sul campo' e al contempo si allontanino da strumenti efficaci di cooperazione allo sviluppo. Ridurre o mettere in discussione questa politica distruggerebbe le consolidate relazioni internazionali, indebolirebbe la credibilità della regione e comprometterebbe progetti vitali già in essere. L'assessore regionale Angelo Gennaccaro ha detto che le risorse negli ultimi anni sono sempre aumentate, con una flessione tecnica nel 2024, nel 2025 sono stati 3 milioni e 200 mila euro, nel 2026 4 milioni e 200 mila euro. Nel 2026 47 associazioni diverse hanno avuto dei contributi, ci sono stati decreti di decadenza (a fronte di progetti non realizzati), non già delle revoche.

 

Il tema successivo è stato la Mozione Nr. 26:: Condanna del fascismo e revoca della cittadinanza onoraria di Benito Mussolini e di altre figure simboliche dell'ideologia fascista nei comuni della regione (presentata dai consiglieri regionali Knoll, Atz, Zimmerhofer e Rabensteiner). Il Consiglio regionale nella richiesta della mozione dovrebbe: 1. Condannare esplicitamente qualsiasi glorificazione, banalizzazione o relativizzazione del fascismo. 2. Ribadire che il regime fascista era una dittatura totalitaria criminale. 3. Incaricare il governo regionale di condurre un'indagine congiunta con i comuni per determinare dove esistono ancora cittadinanze onorarie per Mussolini o altri fascisti e dove strade o luoghi hanno connotazioni fasciste. 4. Incoraggiare i comuni a revocare tali cittadinanze onorarie e a rinominare i luoghi corrispondenti. L'ascesa al potere di Mussolini  - ha detto nel 1922 portò a una dittatura totalitaria con l'abolizione delle libertà fondamentali, la persecuzione politica e la repressione statale. Il fascismo fu caratterizzato da un nazionalismo estremo, dal principio del Führer e dalla subordinazione dell'individuo allo Stato. Dopo l'annessione dell'Alto Adige all'Italia, fu attuata una sistematica politica di italianizzazione: soppressione della lingua tedesca nelle scuole, nell'amministrazione e nella vita pubblica; scioglimento delle associazioni; rimozione dei rappresentanti democraticamente eletti; e italianizzazione forzata di toponimi, nomi di campi e cognomi. Anche la popolazione ladina subì una simile oppressione, la sua lingua fu denigrata e la sua identità culturale negata. L''Opzione' del 1939 costrinse decine di migliaia di altoatesini di lingua tedesca e ladina a emigrare o a rimanere sotto il regime fascista. Anche in Trentino gli sviluppi democratici furono bloccati, gli oppositori politici perseguitati e le famiglie espropriate. Numerose testimonianze architettoniche e simboliche sono ancora visibili oggi (ad esempio, il Monumento alla Vittoria e il bassorilievo di Mussolini a Bolzano, gli ossari in diverse città). Anche i nomi di strade e luoghi, così come le cittadinanze onorarie, risalgono all'epoca fascista. Benito Mussolini fu nominato cittadino onorario in molti comuni - una deliberata espressione di lealtà politica al fascismo. Un simile onore è in contraddizione con la democrazia, la dignità umana e lo stato di diritto. La sua revoca non dovrebbe essere intesa semplicemente come un atto simbolico, ma come un passo necessario per fare i conti con la storia' ha concluso il consigliere. Brigitte Foppa (Verdi) ha ricordato come il nome del padre fu italianizzato dal fascismo, 'ora non si tratta di sradicare la storia ma non è nemmeno corretto mantenere delle cittadinanze onorarie a Mussolini. La mancata revoca avvenuta a Trento non la ritenevo possibile. Andrea de Bertolini (Pd) ha detto che 'non ci si sono dubbi sull'autonomia dei Comuni ma una cittadinanza onoraria a Mussolini è un ossimoro, non c'è nulla qui legato all'onore. La mancata revoca di Trento è una offesa alla nostra comunità'. Sandro Repetto (Pd)  ha detto che tutti i dittatori sono criminali, noi a Bolzano, in Comune, ci siamo battuti per cambiare la denominazione di strade e piazze'. Alex Ploner (Team k) ha detto che Trento ha compiuto un grave errore politico e ora qui in Consiglio si può dare un segnale chiaro. Christian Bianchi (Forza Italia) ha detto che la cittadinanza onoraria non è un semplice residuo del passato. Serve una memoria pubblica non selettiva, noi siamo dunque favorevoli ad eventuali revoche ma contro ogni totalitarismo'. Luis Walcher (Svp) ha detto che la popolazione altoatesina ha subito il processo di italianizzazione per mano del fascismo e la proposta di oggi va nella direzione di voltare le spalle alle dittature'. Bernhard Zimmerhofer  (Süd Tiroler Freiheit) ha detto che l'Italia non si è mai scusata con l'Alto Adige per quanto è successo, lo ha fatto invece con la Libia e pure con l'Abissinia. Waltraud Deeg (Svp) ha detto che l'aula oggi sta mescolando diversi argomenti ma che sul tema principale occorre esprimere una presa di posizione molto precisa in tema di diritti e di democrazia. A quel punto la discussione è stata chiusa e riprenderà alle 14.30.

 

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Consiglio Regionale - seduta del 22.04.2026 mattina

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