Via libera alla mozione che partiva dalla revoca della cittadinanza onoraria a Mussolini
Enthaltungen von der StimmabgabeIl Consiglio regionale nel pomeriggio ha riaperto i propri lavori a Trento proseguendo con la discussione generale della mozione Nr. 26 : Condanna del fascismo e revoca della cittadinanza onoraria di Benito Mussolini e di altre figure simboliche dell'ideologia fascista nei comuni della regione (presentata dai consiglieri regionali Knoll, Atz, Zimmerhofer e Rabensteiner).
Eleonora Angeli (PATT-Fassa) ha detto di voler sostenere convintamente la mozione, con Chiara Maule (Campobase): che ha aggiunto come ci sia il rischio che una narrazione che relativizza finisca per penalizzare temi come questo. Il tema della cittadinanza a Mussolini rischia di entrare in questo tipo di narrazione. Marco Galateo (Fdi) ha detto di essere per la libertà e per la democrazia, non abbiamo timore di condannare ogni tipo di fascisno e di totalitarismo e per questo abbiamo accettato di buon grado un emendamento che lo preveda in modo esplicito. Ma anche di voler chiedere una votazione per punti separati di questa mozione, non volendo qui sostenere azioni di revisionismo storico, andando a cambiare magari molti nomi di strade e piazze. Franz Locher (Svp) ha detto che una cittadinanza onoraria a Mussolini non ha ragione di esistere, è incomprensibile, anche a fronte di quello che ha dovuto subire la nostra gente durante il fascismo. Francesco Valduga (Campobase) io sono convinto che tutti i soprusi vadano condannati in modo incondizionato, ma la sinistra italiana è stata forza costitutiva della nostra Repubblica. Condanniamo tutti i totalitarismi ma non abbiamo intenzione di riscrivere la storia italiana. L'episodio legato al Comune di Trento, non può macchiare una storia di sicura resistenza. Antonella Brunet (Noi Trentino) ha detto che il tema di oggi tocca corde profonde della nostra storia. Togliere la cittadinanza onoraria non è riscrivere la storia. L'emendamento che parla di tutti i totalitarismi mi pare essenziale in questa ottica'. Stefania Segnana (Lega) ha notato come 'il nostro sia un approccio rigorosamente istituzionale. Questo dibattito ha messo in evidenza quanto la cultura dell'autonomia e il riconoscimento dei suoi valori siano diffusi. Voglio sottolineare quanto il tema dell'autogoverno, della storia e dei valori a essa intrinseci siano centrali per i trentini. La nostra autonomia è stata una conquista del popolo trentino. Chi è autonomista oggi, chi condivide gli ideali federalisti di ieri e di oggi, sa bene da che parte stare. Per questo voteremo la mozione'. Filippo Degasperi (Onda) ha detto 'che l'emendamento che condanna tutti i totalitarismi depotenzia nei fatti il testo contro il fascismo. Maria Bosin (Patt) ha detto che il proprio gruppo voterà il testo così come emendato, con una discussione che ci ha permesso di ricordare le sofferenze il fascismo ha inflitto ai nostri territori. Lucia Maestri (Pd) ha detto 'di avere oggi una lettura comune anche con chi sul piano politico, come il proponente la mozione, si pone di solito su un piano politico molto diverso. Va detto che il vulnus è nato nel consiglio comunale e il centrodestra in quel consesso di Trento si è comportato come sappiamo. Claudio Cia (Forza Italia) ha detto 'che il proprio partito non deve giustificarsi perché non è nato né da una costola del partito comunista né da quello fascista. Noi non in Comune non abbiamo condiviso il modo in cui si è arrivati a quel voto'. Lucia Coppola (Verdi) ha notato che il dibattito sulla revoca delle cittadinanza a Mussolini è in corso e che quello che è accaduto a Trento non poteva passare inosservato. Per molte ragioni sono soddisfatta che oggi si cerchi di porre rimedio a quanto è accaduto'. Walter Kaswalder (Patt Fassa) ha replicato alla consigliera del Pd Maestri, che lo aveva tirato in ballo per alcune citazioni passate sul fascismo, citando 'le vittime del totalitarismo di altra parte politica, citando anche quello accaduto in alcune regioni italiane negli anni di cui oggi si è discusso ampliamente'. Andreas Leiter Reber (Misto) ha detto che 'quello di condannare i totalitarismi è un nostro compito preciso di noi consiglieri ma abbiamo qui dei colleghi che faticano a distanziarsi dalla storia passata dei loro partiti. Siamo tutti d'accordo che certe cittadinanze onorarie vanno revocate ma a me preoccupano di più i fascismi che anche oggi vivono in Europa'. A nome della giunta Arno Kompatscher ha detto che la discussione di oggi appare bizzarra, 'visto che siamo nel 2026 ed è triste che ci si trovi ancora a parlare di questo tema. La cittadinanza di Mussolini si sarebbe potuta togliere subito, nel dopoguerra. Ora noi faremo un atto che poi i Comuni potranno o meno recepire, credo sia poco, ma almeno non ci esprimiamo contro o a favore di un solo totalitarismo, senza relativizzare. Dare colpa ad uno o all'altro oggi è comportarsi proprio come fece il fascismo. Non voteremo a favore delle premesse ma diciamo sì al dispositivo della mozione. Lo facciamo guardando al futuro e non al passato'. Il proponente Sven Knoll (Sud Tiroler Freiheit) ha detto 'che la maggioranza ha deciso di non votare le premesse della Mozione che arrivano dall'opposizione e di reputare questa scelta come una sorta di foglia di fico. Oggi comunque l'aula ha dato una dimostrazione che su un tema come questo ci si può trovare d'accordo. Andrea de Bertolini (Pd) ha fatto notare che il concetto di cittadinanza onoraria a Mussolini può sottendere una sorta di apologia di quegli anni. Noi non faremo distinzioni e voteremo integralmente il documento'. Stessa osservazione ribadita anche da Chiara Maule (Campobase) che ha detto di non comprendere le osservazioni sulla premessa fatte dal presidente Kaswalder. Anna Scarafoni (Fdi) ha detto di volersi prendere il merito di aver allargato il documento a tutti i totalitarismi, non già al solo fascismo. Il collega Knoll ha poi negato che sia di Fdi il merito dell'emendamento assegnando invece alla consigliera Deeg, autrice dell'emendamento in questione. Christian Bianchi (Forza Italia) ha detto che il finale va a rovinare una bella discussione visto che comunque si darà una indicazione precisa sul tema. Il principio è stabilito e questo è molto importante. Il presidente Kompatscher ha voluto aggiungere che non è bello che ora si voglia dare delle pagelle di antifascismo, ora si sta a speculare se si votano o meno le premesse. La tradizione parlamentare in Provincia di Bolzano vuole che noi non votiamo mai le premesse che arrivano dall'opposizione, in termini generali, la Svp è stata fondata da persone che sono state nel 'lager'. La votazione: le premesse, nonostante le indicazioni, sono state votate in modo favorevole 28 si a 26 no. La parte emendata è stata votata all'unanimità. La seduta a quel punto è stata dichiarata conclusa dal presidente Roberto Paccher. La prossima seduta di maggio sarà in programma a Bolzano.
LINK DOWNLOAD
Consiglio Regionale del 22.04.2026 - pomeriggio
https://we.tl/t-xyPLcetCAPLTNfbm
GT