E sul fondo per la non autosufficienza attesi i risultati di uno studio che ne ipotizzi il profilo della contribuzione futura
Nel pomeriggio è ripreso il dibattito sulla proposta di mozione n. 17, presentata dai consiglieri Foppa, Rohrer, Oberkofler e Coppola dal titolo: 'Non smembrare il collegio elettorale del Senato dell'Oltradige-Bassa Atesina'. Sul tema il presidente della Regione Arno Kompatscher ha ribadito 'che il tema dei collegi senatoriali fa parte del Pacchetto dell'Alto Adige, la sede del Consiglio regionale non è quella adatta, si parla di una tematica completamente altoatesina, e farlo qui diventerebbe un precedente. Lo si dovrà semmai affrontare in sede del Consiglio provinciale di Bolzano. L'Austria ha accolto in modo favorevole, come tutrice della minoranza tedesca, il cambiamento previsto dalla legge elettorale'. La consigliera Brigitte Foppa (Verdi) in fase di replica ha detto che la materia è sì del Parlamento, ma in realtà si è parlato spesso qui di temi non strettamente di competenza, la politica non funziona così. Dire che la Bassa Atesina non è stata smembrata è un errore, ora ci sono dei collegi separati, tedeschi e italiani. Non è però vero che il Pd a Roma non sia intervenuto su questo tema, visto che l'onorevole Sara Ferrari lo ha fatto. Il testo, come emendato, non è stato comunque approvato con 32 no e 27 sì.
L'aula ha proseguito poi esaminando la mozione di intesa n. 10: Introduzione di un sistema di pedaggio autostradale moderno e smantellamento dei caselli (presentata dai consiglieri Zimmerhofer, Knoll, Atz e Rabensteiner). Il testo invita Parlamento e Governo a sviluppare l'infrastruttura autostradale consentendo l'applicazione del sistema di pedaggio free-flow. La discussione dell'atto era già iniziata il 17 giugno 2026. Il presidente Kompatscher ha ribattuto che in Italia il sistema ora calcola la distanza percorsa e non quello da barriera a barriera. Dal punto di vista tecnico A22 ci dice che il sistema è possibile, ma la difficoltà starebbe nella riscossione del pedaggio. Servono ulteriori verifiche tecniche. Siamo disponibili a ragionare su una formulazione che preveda la possibilità tecnica di realizzare il sistema free-flow'. Il proponente Bernhard Zimmerhofer (Süd-Tiroler Freiheit) ha osservato che servirebbero già oggi delle soluzioni alternative, a maggior tasso tecnologico, ma che il testo è stato modificato come richiesto, con un approccio più possibilista. Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) ha detto che comunque servirebbe introdurre un pedaggio digitale, per rendere il flusso del traffico già oggi migliore. Kompatscher ha ammesso che servirebbe più coordinamento tra noi e l'Austria per il flusso autostradale, ma un pedaggio senza barriere oggi non è applicabile. Il voto come emendato a quel punto è stato approvato con 57 voti a favore.
Il punto successivo all'ordine del giorno è stata l'interrogazione n. 211: Attuazione della disciplina sull'indennità di funzione per i consiglieri comunali di Trento e Bolzano ed eventuale estensione ai comuni di medie e grandi dimensioni (presentata dai consiglieri Rieder, Köllensperger, Alex Ploner e Franz Ploner). I firmatari chiedono chiarimenti sullo stato di avanzamento e i dettagli applicativi della misura, sulle differenze di costo rispetto al sistema precedente, sugli effetti inerenti la frequenza e l'efficienza delle sedute e su un possibile ampliamento ad altri centri maggiori. L'attenzione si concentra in particolare sull'applicazione nei comuni di Trento e Bolzano, come sottolineato da Maria Elisabeth Rieder (Team K), che ha evidenziato come a Bolzano il numero delle sedute sia dimezzato. L'assessore regionale Franz Locher ha detto di non avere ancora i dati completi sul modo in cui i due comuni maggiori hanno recepito la norma, nei primi mesi (è in vigore da 9 mesi) non si conoscono le ricadute economiche. Ci serve tempo, ma in termini generali direi che la nuova norma ha avuto effetti positivi, l'aumento dell'indennità dei sindaci e degli assessori è stata una soluzione positiva'.
Chiara Maule (Campobase) ha argomentato poi la interrogazione n. 215: Fondo regionale per la non autosufficienza e mancata attuazione dello studio di fattibilità commissionato a Pensplan AG (presentata dai consiglieri Maule, Demagri, Malfer, Stanchina e Valduga). Maule ha richiamato lo studio previsto dalla legge sulle prestazioni regionali integrative di welfare, chiedendo quali risultati abbia prodotto e come intendano muoversi Regione e Province per affrontare il crescente fabbisogno di assistenza. L'assessore regionale Carlo Daldoss ha replicato che in questo periodo si sta lavorando anche con le due Province: si è deciso di dare a Pensplan l'incarico di uno studio che potesse dare risposte su un eventuale nuovo modello, dire cioè se debba essere solo facoltativo o diventare obbligatorio. Con una offerta pubblica si è individuato il soggetto per fornire le risposte e l'eventuale costo di adesione per una platea di un milione di abitanti. Entro la fine dell'anno il rapporto dovrebbe essere a disposizione.
Il Consiglio si è poi soffermato sul disegno di legge n. 7: Modifica della legge regionale 9 agosto 1982, n. 7 (Ordinamento delle Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura di Trento e di Bolzano) relativa alla composizione della giunta camerale (presentato dai consiglieri de Bertolini, Parolari, Zanella, Coppola, Calzà, Maestri e Franzoia). Per la giunta camerale - organo centrale di amministrazione e indirizzo - manca finora una norma di legge che garantisca la rappresentanza di tutti i settori economici uniti nella Camera, fattore che insidia il carattere pluralistico dell'istituzione. L'atto (che modifica l'art. 11) mira a vincolare lo statuto, mediante l'inserimento di un nuovo comma (2-bis), al principio di rappresentatività, assicurando così che almeno un delegato per ciascun settore economico ottenga un seggio in giunta. I seggi rimanenti saranno ripartiti secondo i parametri già esistenti (art. 7). Un testo spiegato da Andrea de Bertolini (PD): 'Qui non c'è nulla di funzionale a favorire patologie tra la politica ed i corpi intermedi. Ma servono controlli dentro quello che è comunque un ente pubblico che tratta argomenti e dati estremamente sensibili'. Waltraud Deeg, presidente della II Commissione legislativa, ha poi letto la relazione sui lavori dell'organismo che si era espresso contro il disegno di legge con 4 voti favorevoli e 6 contrari.
Lucia Coppola (Verdi) ha ricordato come il testo sia nato dopo un preciso fatto avvenuto in un contrasto da sanare nella realtà della Camera di commercio trentina, il tutto in un'ottica di pluralismo. Walter Kaswalder (Patt Fassa) ha ricordato come delle componenti essenziali del comparto trentino siano rimaste escluse nella Camera di Commercio trentino, la mia proposta, con un emendamento, era di portare i componenti della giunta camera da 12 a 15. La consigliera Deeg ha poi richiamato le prese di posizione dei rappresentanti delle categorie economiche in Commissione, riportate purtroppo solo in sintesi nella relazione. I sindacati e le associazioni di categoria altoatesine si oppongono alla modifica proposta e hanno messo in guardia da una norma destinata a incidere su entrambe le province. Pur comprendendo le istanze trentine, Deeg ha poi chiarito di non voler approvare alcuna regolamentazione regionale capace di interferire con le materie di competenza altoatesina e di ridurne i margini di manovra. Antonella Brunet (Noi Trentino) ha detto che da quando sono accaduti quei fatti, due anni fa, si è lavorato per cercare di superare l'impasse ed il clima in Camera di commercio da allora si è molto rasserenato con una commissione che si è concentrata su un regolamento che eviti per il futuro le problematiche dell'ultima elezione. Roberto Stanchina (Campobase) ha detto che questa proposta legislativa non andrebbe ad escludere alcuna categoria, ma possiamo evitare in futuro questi cortocircuiti con una legge molto chiara. Luis Walcher (SVP) si è detto sorpreso del fatto che si vogliano cambiare le regole - peraltro stabilite da una legge valida anche per Bolzano - solo a causa dell'esito inaspettato di un'elezione. Marco Galateo (Fdi) ha detto che questo ddl tocca diversi principi, tra cui il rapporto tra rappresentanza e responsabilità, oltre all'autonomia di un ente. Non ci debbono essere settori marginali. Questo ddl imporrebbe un obbligo, ma lo si può fare imponendo per legge una rappresentanza dentro un organismo? Va considerato il tutto, non imponendo chi vi siede ma come l'organismo in questione lavorerà'. A quel punto la seduta è stata dichiara conclusa dal presidente Noggler .
GT
21.10.2026 immagini pomeriggio
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